Il santuario alpino di San Romédio e Castel Braghér
in auto: MALÉ-S. ROMÉDIO: KM 28
  MALÉ-CASTEL BRAGHÉR-TRÉS: KM 28
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Si transita per “le capèle” della bassa Val di Sole, superando l’orrido di Mostizzòlo (ponte alto 85 metri) per raggiungere Clés e da lì Dermùlo, poco dopo la diga di S. Giustina (alta m. 152). A Dermùlo, per la strada dell’Alta Anàunia, si arriva a Sanzéno. Il villaggio, testimone di un’antica evangelizzazione (qui vennero bruciati i tre martiri Anauniesi nel 397), ha una “basilica” gotico-rinascimentale di linee semplici e devote, ed una serie di cappelle risalenti al Medioevo. Nel centro di Sanzéno la segnaletica indica la deviazione per il santuario di San Romédio (info c/o tel. 0463 536198), a partire dal sagrato della chiesetta di S. Maria (del 1000). La strada percorre un cañon lambito dal Rio S. Romédio e dopo circa tre chilometri arriva ai piedi dello scoglio, su cui fu edificato il santuario. Il luogo ha una storia complessa, denotata anche dalla costruzioni che si sono succedute per novecento anni. La cappella più in alto (o delle reliquie), con colonne preromaniche e pitture tardo-medievali, ospitò probabilmente il santo eremita verso il Mille. In suo onore vennero poi edificate altre cappelle, che scendono a gradoni sullo sperone roccioso (alto circa 70 metri). Notevole la chiesa di S. Michele (del 1514) e risplendente di affreschi la cappella di S. Giorgio (1487). I fabbricati inglobano il piccolo convento dei frati Francescani ed una ripida scalinata con arco d’ingresso. Il luogo, solitario e spirituale, ha un suo richiamo anche per gli orsi che vi sono ospitati nei pressi, a ricordo d’una leggenda (S. Romédio avrebbe usato per cavalcatura l’orso che gli aveva divorato il cavallo).

Ritornati sulla strada principale, si scende a Taio e per comoda via (km 1,7) è possibile raggiungere Castel Braghér. In ottime condizioni, il complesso fortificato è difeso su tre lati da scoscendimenti naturali, in mezzo ad un bosco di abeti. Il maniero risale al 1200 e nei secoli successivi andò ad accrescere il patrimonio della potente famiglia Thun. L’edificio è insieme massiccio e movimentato, protetto da torri esterne, con un ponte coperto ed un mastio quadrangolare ora inglobato nel palazzo dei conti. Nel cortile sorge la chiesetta di S. Celestino (consacrata nel 1462), che custodisce uno splendido ciclo di affreschi dovuti al pittore Leonardo di Bressanone: le scene che descrivono la Passione di Cristo sono potenti nella loro drammaticità. Di fronte alla cappella si eleva il palazzo comitale, signorile dimora dei castellani (del 1600): esso ospita un prezioso archivio privato ed una singolare collezione di pitture nordiche ed italiane del 1500-1600. Da Castel Braghér merita fare una puntata al paese di Trés (3 km) che nella chiesetta di S. Agnese conserva un’importante serie di affreschi del XV secolo.






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