Il ciclo pittorico di S. Maria Maddalena in Cusiano

MALÉ-CUSIANO-COMÀSINE-PEGAJA: KM 27,5

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Non distante da Ossana, a fianco della strada che porta in Tonale, si stende tra il fianco della montagna ed il Noce la frazione di Cusiano, di origine retica (furono rinvenute qui le tracce di un castelliere preromano). Nel centro del paese spicca la preziosa chiesetta dedicata a S. Maria Maddalena (info c/o tel. 0463 751203). Preceduta da una singolare cappella in forma di edicola aperta dedicata a S. Rocco, patrono degli appestati, racchiude nell’interno un ciclo di affreschi dipinti a fine 1400 da Giovanni e Battista Baschènis, nativi nel ceppo familiare da Averara in alta Val Brembana (Bergamo). Vi è raffigurata, in toni narrativi molto popolari, su riquadri con didascalie in italiano del Quattrocento, la leggenda della Maddalena e dei suoi congiunti Lazzaro e Marta. Le chiavi di volta all’incrocio con i costoloni presentano gli stemmi di Trento, dei Tirolo e dei de Federici di Ossana, signori del castello di San Michele.
Lasciata la strada del Tonale qualche centinaio di metri più avanti di Cusiano, ci si inoltra in Val di Pejo (la Valletta per antonomasia); in fianco sinistro, però sulla destra del Noce, si sale a Comàsine, un tempo famosa per le miniere di ferro. Dal paesino una stradicciola porta alla spianata dove sorge la chiesa di S. Lucia (info c/o tel. 0463 754042). È una località intensamente romantica, e non solo perché l’edificio sacro domina il vecchio cimitero, ma anche per la visione che l’arco delle montagne altissime permette da quassù. I tre ricchi altari della chiesa di S. Lucia (che risale al XV-XVI secolo), che forse furono donati dai minatori, sono custoditi nella chiesa di S. Matteo in Comàsine; vengono concordemente ritenuti fra i più preziosi di tutta la Val di Sole.
Ritornati sulla strada di valle, si prosegue per Celledizzo. Al campanile della parrocchiale è addossata la cappella di S. Antonio, interamente ornata degli affreschi dei Baschènis (1473) (info c/o tel. 0463 754042). Quasi confinante con il villaggio troviamo l’abitato di Cógolo, con la antica chiesa dei ss. Filippo e Giacomo (notevoli gli affreschi esterni) ed il palazzotto dei Migazzi. Questi nobili minori, originari dalla Lombardia, si stabilirono in paese verso la metà del 1400. Il più noto dei Migazzi fu Cristoforo (1714-1803), vescovo di Vienna, e poi cardinale, per 46 anni.
Lungo la strada che conduce a Malga Mare, punto di partenza di escursioni verso il gruppo Ortles-Cevedale, poco oltre Cógolo ci si imbatte nella chiesetta di Pegaja, anteriore al 1500, unico resto del paesello omonimo, distrutto forse da una frana nel XV secolo. Sulla parete esterna campeggia S. Cristoforo, patrono dei viaggiatori e protettore contro la morte improvvisa per chi lo guarda con devozione.






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