Il cuore della valle: S. Agata di Commezzadura

MALÉ-MEZZANA: KM 10,5

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Quasi a metà strada fra il ponte di Mostizzòlo ed il Passo Tonale, la Commezzadura abbraccia un gruppo di villaggi dal nome antico; taluni sono preromani, altri medievali: Deggiano, Mastellina, Mestriàgo, Almazzàgo, Piano. Ciascuno ha la sua chiesetta, di cui va fiero. La più importante fra tutte è S. Agata che sorge a breve distanza dalla strada di valle. Risale a fine 1400 ed ha pianta asimmetrica. Si annuncia con un grande S. Cristoforo, affrescato nel 1495 sulla fiancata che dà verso la strada. Nel presbiterio e sull’abside Simone Baschènis, che apparteneva ad una famiglia itinerante di pittori del XV-XVI secolo, dipinse a fresco figure bibliche e la storia di S. Agata, patrona della chiesa (info c/o tel. 0463 974174). Di grande pregio sono anche i tre altari di legno intagliato e dorato; fra le statue dei santi di squisita fattura è bellissima la Madonna tardo-gotica.
A Mastellina sorge la chiesetta di S. Antonio abate (un tempo dipendeva da Campiglio), che conserva affreschi bascheniani di fine 1400 ed un altare prezioso con tre statue del XV secolo di scuola bolzanina (Madonna fra S. Antonio e S. Giovanni Battista). A breve distanza dalla chiesa sta la casa dei Guardi. Essi erano iscritti alla nobiltà rurale (come testimonia lo stemma sopra il portale d’ingresso) e divennero famosi per gli artisti che onorarono la famiglia: Gianantonio, Maria Cecilia (maritata al celebre pittore veneziano G. Battista Tiepolo) e Francesco. I Guardi, emigrati a Venezia, ebbero una bottega d’arte. Fra tutti emerse Francesco, che espresse il suo genio pittorico nelle “vedute” della laguna veneta e documentò i momenti più salienti della vita veneziana durante il 1700.
Piano è l’ultimo paese della Commezzadura (nella chiesetta, buoni altari lignei); da qui dopo un paio di chilometri si raggiunge Mezzana, centro del turismo invernale e della canoa. In paese la chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo conserva preziosi altari del 1600 (info c/o tel. 0463 757131). Salendo per una ventina di minuti oltre Mezzana, si incontra Róncio, balcone panoramico sulle montagne e sulla valle. È un minuscolo villaggio quasi disabitato, con la sua brava cappella dedicata a S. Romedio e S. Barbara: l’altare, molto ornato, è opera dei Ramus e dei Bezzi, secolo XVII. Da Róncio si può ancora salire, raggiungendo i masi della montagna, “eredi della solitudine”.






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