Pracorno
Altezza: 851 s.l.m. / m.a.s.l. / m ü.d.M.
Abitanti: 286
Comune: Rabbi   Frazioni: San Bernardo - Bagni di Rabbi - Piazzola - Pracorno
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È il primo paese della Val di Rabbi. Situato in sponda orografica sinistra del Rabbies, Pracorno colpisce subito per i suoi campi terrazzati. Intorno a questo centro abitato, il terzo per dimensioni in Val di Rabbi, si trovano numerosi altri piccoli nuclei sparsi, tra cui Favari, Ingenga, Dadi, Cagliàri, Tomasi, Pozze, Scolari, Citoi, Parolotti. Segherie e allevamenti bovini rappresentano le principali attività economiche della valle.

 

Storia

Il toponimo, documentato nel 1338, deriverebbe, secondo la tradizione popolare, dal nome del prato dove si suonava il corno per le partite di caccia dei signori di Castel Caldes. Il nucleo abitato è formato da numerosi masi sparsi, fra cui Vidè, Ingenga e Oltem (doc. 1312) posti in riva sinistra del Rabbies. Pracorno, come tutta la Valle, dal bassomedioevo agli inizi dell’800 fu soggetto alla giurisdizione feudale dei Caldesio e dei Thunn. Nel 1800 costituì con San Bernardo e Piazzola e con le decine di frazioni sparse il comune unico di Rabbi. Nel 1802 fu costruita la prima chiesa dedicata alla Madonna di Caravaggio e nel 1829 fu eretta la curazia.


Arte

La chiesa fu costruita tra il 1846 e il 1850, sostituendo il precedente edificio vecchio di meno di cinquant’anni. “E’ un edificio di necessità, senza pretese di arte, che ha mira la comodità dei fedeli” (Simone Weber, 1936). L’abside fu affrescata, con scene della vita di Maria, dal mantovano Agostino Aldi (1860-1939) verso il 1937. Le statue lignee della Madonna sono della scuola gardenese della prima metà del XX secolo. Si conserva anche una tela settecentesca raffigurante la Madonna di Caravaggio.


da non perdere

La visita al mulino ad acqua “Molino Ruatti” di recente ristrutturazione, situato poco prima dell’abitato di Pracorno.
Per almeno sette secoli le acque del torrente Rabbiés e dei rivi vicini hanno azionato le grandi ruote del mulino.
Le prime notizie storiche risalgono al XIII secolo, quando queste strutture vennero a far parte degli urbari del principe vescovo per la loro rilevanza economica. Qui l’attività molitoria era attiva ancora nel secolo scorso, ora ne conserva la memoria. Alla struttura produttiva sono collegati i locali d’abitazione. Sopra le ruote del mulino è dipinto un quadro che risale al 1830 raffigurante la Vergine del Caravaggio.
La Provincia Autonoma di Trento ha ristrutturato il Molino rispettando l’estetica originale diventando così un museo in cui si può ammirare come viveva un mugnaio in Val di Rabbi.

 


informazioni

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