Piazzola
Altezza: 1.314 s.l.m. / m.a.s.l. / m ü.d.M.
Abitanti: 369
Comune: Rabbi   Frazioni: San Bernardo - Bagni di Rabbi - Piazzola - Pracorno
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La frazione più alta del comune di Rabbi (1.314 m), domina con una vista spettacolare l’intera valle del Rabbies. Anche nei dintorni di Piazzola, il nucleo abitato principale dopo San Bernardo, si trovano numerosi piccoli insediamenti sparsi: Peter, Mattarei, Maset, Serra, Cotorni, Nistela, Masnovo, Molignon, tra i principali. Nella vicina Somrabbi poi si trova ancora oggi visitabile un vecchio caseificio turnario, oggi adattato a museo delle antiche tradizioni legate all’allevamento, ancora vivo in Val di Rabbi.

 

Storia

La colonizzazione della Val di Rabbi da parte della gente della pieve di Malé iniziò nel bassomedioevo. Piazzola, il cui toponimo indica un piccolo luogo piano e aperto, una plateola appunto, compare in un documento del 1386. Come il resto della valle appartenne alla giurisdizione feudale dei signori di Cagnò-Caldes prima e dei Thunn poi (dalla seconda metà del XV secolo al 1824). Nel XVIII secolo l’abitato costituiva uno dei cinque colomelli della valle con la rispettiva assemblea, organo consultivo dell’ufficio vicariale dei Thunn. Nell’agosto del 1800 insieme agli altri paesi e ai masi sparsi della valle costituì il Corpo Civico di Rabbi, ovvero il comune. Nel 1748 con la costruzione di una prima cappella Piazzola ottenne un proprio primissario, mentre nel 1784 fu eretta a curazia.


Arte

L’attuale chiesa dedicata alla Madonna di Loreto è stata costruita nel 1836, in sostituzione di quella fabbricata tra il 1751 e il 1753 dai vicini di Crespion, Piazzola e Somrabbi. La facciata a capanna è divisa da quattro lesene interrotte da una fascia orizzontale sormontata dal timpano. L’interno è a navata unica con due cappelle laterali che precedono la zona absidale. La volta e il catino absidale conservano pitture murali novecentesche eseguite da Barcatta e da Egger. Settecenteschi appaiono i tre altari lignei dipinti ad imitazione del marmo. L’altare di San Giovanni Nepomuceno proviene dall’antica chiesa di San Biagio (Malè) e fu donato dal conte Innocenzo Thunn nel 1794. Le tele della Via Crucis sono della bottega di Matthias Lamp.


da non perdere

Nel vicino abitato di Somrabbi l'antico caseificio turnario "Casèl di Somrabbi" è stato trasformato in un museo dedicato alla lavorazione del latte. Grazie all’iniziativa del Parco Nazionale dello Stelvio, la struttura è stata recuperata, consentendo lo svolgimento di visite guidate, corredate da degustazioni dei prodotti tipici. Il museo si sviluppa in due locali in cui trovano posto oltre 120 attrezzi della tradizione contadina come le zangole, i calderoni, un grande focolare, pannelli scorrevoli con immagini sulla lavorazione del latte e la sua trasformazione in burro e ricotta. Il percorso permette così di seguire passo passo le diverse fasi della lavorazione del latte, dalla mungitura al trasporto verso il caseificio grazie a recipienti che con il passare del tempo passarono dal legno al rame all’alluminio, il procedimento di filtrazione e scrematura e la produzione di burro, utilizzando la zangola, e di altri prodotti tipici della cultura contadina come la ricotta (anche affumicata) ed il formaggio.


Ufficio informazioni

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