Bagni di Rabbi
Altezza: 1.222 s.l.m. / m.a.s.l. / m ü.d.M.
Comune: Rabbi   Frazioni: San Bernardo - Bagni di Rabbi - Piazzola - Pracorno
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Qui sorge il moderno stabilimento termale che offre ai visitatori la salubrità e la terapeuticità delle celebri acque “acidule”, ricche di ferro che sgorgano da rocce scisto-cristalline e che interessano una vasta parte del gruppo montagnoso dell’Ortles-Cevedale. Scoperta nel 1660 e successivamente analizzata da numerosi studiosi, l’acqua di Rabbi divenne rinomata e apprezzata in tutta l’Europa. Oggi una società, la Terme di Rabbi, si occupa della promozione di questo tesoro della natura. Nei pressi delle Terme inoltre si trova il Centro Visitatori del Parco Nazionale dello Stelvio.

 

Storia

La storia di quest’insediamento è, come ovvio, strettamente legata alla scoperta delle fonti acidule: già nel 1670 le cronache ci dicono che i bagnanti furono 500, per una frequentazione che negli anni successivi divenne sempre più abbondante e proficua per la valle. La proprietà delle sorgenti era dei conti Thunn, i quali fin dal ‘400 detenevano la signoria sulla giurisdizione di Rabbi, i quali nel corso dei decenni affidarono a titolo di “dominio utile” ad alcune famiglie di Rabbi, tra i quali celebri rimasero i Molignoni, lo sfruttamento delle acque. La fine della prima guerra mondiale e la fine dell’impero asburgico, nel quale l’acqua di Rabbi era assai rinomata, determinò una crisi nell’industria termale della valle: oggi, grazie ad una politica di rilancio condotta efficacemente, legata all’immagine delle acque a quella del Parco Nazionale dello Stelvio, le Terme di Rabbi si propongono come un centro terapeutico e rigenerante di prim’ordine tra quelli delle Alpi.


Arte

Fu Simone Molignoni, nel 1783, a prendere l’iniziativa per la realizzazione di una chiesa nei pressi dei Bagni di Rabbi, che deteneva in quegli anni come concessionario della famiglia Thunn. Il motivo era assai semplice, dare la possibilità ai numerosi bagnanti di seguire le funzioni con i sacerdoti che li accompagnavano. Così furono gli stessi Molignoni a iniziare l’opera, completata dai fratelli Pangrazzi nel 1784. Nel 1835 fu ampliata. Essa aveva tre altari, dei quali il maggiore, con ancona lignea dipinta a finto marmo, presenta un’interessante pala di fine ‘700, forse opera di un ospite delle Terme, raffigurante una Sacra Conversazione con Maria giovinetta, Anna e Gioacchino.

 

DA NON PERDERE

A Bagni di Rabbi è interessante il Centro Visitatori del Parco, le cui sale propongono un viaggio virtuale e ben organizzato dei vari ambienti che popolano il territorio del Parco.
Da Bagni di Rabbi parte il “Sentiero del legno e delle segherie” lungo il quale è possibile visitare un’antica segheria veneziana che sfruttava l’energia generata dalle impetuose acque del torrente Rabbies per il taglio dei tronchi.

 



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