Peio Paese
Altezza: 1.584 s.l.m. / m.a.s.l. / m ü.d.M.
Abitanti: 400
Comune: Peio   Frazioni: Celentino e Strombiano - Celledizzo - Cogolo - Comasine - Peio Fonti - Peio Paese
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Ai tempi dell’Impero austriaco Peio Paese (così chiamato per distinguerlo dalla frazione turistica di Peio Fonti), si vantava di essere il più alto paese della monarchia asburgica, con i suoi 1.584 m di altitudine. Piccolo gioiello, sia per la bellezza dei suoi edifici in stile alpino che per la ricchezza artistica della sua chiesa, Peio Paese vanta ancora oggi la presenza attiva di un caseificio turnario, gestito da un consorzio di famiglie. Sul colle di San Rocco infine, accanto alla suggestiva chiesetta, si trova un monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra.

Storia

Il toponimo prelatino, ricordato in un documento del 1200 (in Pello), che si richiama al celtico Pelus e i ritrovamenti archeologici al dosso di San Rocco testimoniano la presenza di un insediamento umano prima dell’arrivo dei romani. Dal bassomedioevo agli inizi del XIX secolo il paese si autogovernò secondo norme regolanari. La Carta di Regola risale al 1522, ma già nel 1338 si nominano due regolani. Nel Trecento il villaggio aveva un proprio luogo di culto e nel 1481 ottenne un sacerdote stabile. Nel XVI secolo formò con Comasine uno dei sette “sindacati” della Pieve di Ossana. Tra il 1810 e il 1819 fu costituito in Municipio autonomo; la situazione rimase immutata durante l’impero austriaco (Peio si vantava di essere il comune più alto, 1.584 m, della monarchia asburgica). Nel Novecento Peio rimase comune, ma il capoluogo divenne Cogolo.


Arte

La chiesa dei Santi Giorgio e Lazzaro si presenta nella sua ricostruzione quattrocentesca come un edificio gotico d’aspetto articolato ed irregolare. Staccato dalla chiesa si innalza il campanile dalla cuspide piramidale in pietra, costruito da maestranze comasche tra il 1480 e il 1483. La parete sud è affrescata con l’immagine di un maestoso San Cristoforo accompagnato da altre figure e stemmi nobiliari. L’interno della parrocchiale è diviso in due navate, separate da colonne lapidee; la volta è costolonata. Gli arredi sono di grande interesse: la grande ancona barocca dell’altar maggiore del Lenner accoglie i resti di un altare tardogotico del primo Cinquecento; il pulpito del 1686 è di Domenico Bezzi; l’altare seicentesco dei Disciplini è di scuola tedesca; gli stalli lignei sono settecenteschi.


da non perdere

Merita una visita il museo della Guerra Bianca “Peio 1914-1918 - La Guerra sulla porta”, collezione eterogenee di cimeli, armi e fotografie della Prima Guerra Mondiale recuperate sui fronti del Tonale e dell’Ortles-Cevedale a testimonianza della lunga ed aspra Guerra Bianca. A pochi minuti dal paese di Peio un colle alberato, il Dosso di San Rocco, fa da scrigno per la cappella del santo patrono degli appestati (inizi del 1500) e per il cimitero austro-ungarico. Qui vennero inumati più di cento soldati di varie nazionalità, deceduti nelle battaglie della prima guerra mondiale sul vicinissimo fronte. Una grigia piramide di pietra, elevata nel 1916 e con all’apice l’aquila asburgica che vigila verso la Lombardia, è monito contro ogni insensato conflitto. Attualmente il cimitero ospita i tumuli dei cinque soldati imperiali emersi dai ghiacci del Piz Giumela a partire dall’agosto del 2004.

Lungo la strada tra Peio Fonti e Peio Paese, è situata l’Area Faunistica Runcal, che ospita cervi e caprioli ed è dotata di un caratteristico centro visite.
Inoltre, con una facile passeggiata che parte da Peio Paese, si può agilmente raggiungere Malga Talè il cui recupero ha portato ad un interessante allestimento tematico dedicato ai tetranoidi (uccelli selvatici quali gallo cedrone, gallo forcello, francolino e  pernice bianca). 


informazioni

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Ufficio Informazioni Peio
Tel. +39 0463 753100 - Fax +39 0463 753180
peio@valdisole.net 

Consorzio Turistico Pejo 3000
Tel. +39 0463 754345 - Fax +39 0463 754455
info@visitvaldipejo.it - www.visitvaldipejo.it


*  Pianta del paese
*  Sito internet del comune



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