Comasine
Altezza: 1.185 s.l.m. / m.a.s.l. /m ü.d.M.
Abitanti: 89
Comune: Peio   Frazioni: Celentino e Strombiano - Celledizzo - Cogolo - Comasine - Peio Fonti - Peio Paese
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Si tratta senza dubbio di uno dei paesi più suggestivi della valle, posto sulla sinistra risalendo la Val di Peio. Di straordinaria antichità e tradizione è nel paese l’attività estrattiva del ferro, nota fin dalle età preromana e protrattasi fino alla metà del XIX secolo. Di grande importanza è poi l’allevamento e una povera agricoltura: ancora oggi è possibile vedere, anche se non più funzionante, un mulino di epoca seicentesca.

Storia

Il toponimo prelatino citato nel codice Wanghiano (anno 1210) testimonia l’antichità dell’insediamento. Il paese è noto per le miniere di ferro del Monte Boai, lavorato sin dall’epoca protostorica. Non è certa un’attività estrattiva da parte dei romani, mentre è documentata quella bassomedievale (dal XIV secolo in poi), che continuò con fortune alterne fino al XIX secolo. La comunità si organizzò secondo statuti propri. Nel XIV secolo esisteva già la chiesa di Santa Lucia costruita su un’altura fuori dal villaggio. Comasine fu interessata nel corso dei secoli da valanghe ed incendi che la distrussero più volte. Tra il 1810 e il 1819 fu aggregata al municipio di Celledizzo, mentre costituì comune autonomo in età austriaca. Nel 1928 fu unita al comune di Peio.


Arte

Bella, ma ormai spoglia dei suoi arredi preziosi, è la chiesa medievale di Santa Lucia isolata su un colle fuori dal paese. Un massiccio campanile con cuspide in pietra e bifore romaniche è costruito accanto. Documentata nel 1374 fu ampliata e dotata di un portico nel XVI secolo. Gli altari lignei sono oggi collocati nella chiesa di San Matteo esistente già a metà ‘400 al centro del paese. La disposizione interna della parrocchiale è a croce greca; il portale tardorinascimentale reca la data 1619. Il tozzo campanile fu ricostruito dopo l’incendio del 1853. Gli altari lignei dorati e intagliati uscirono dalle botteghe di Lenner e dei Ramus. Pregevole quello dei Santi Rocco e Bernardino con un trittico tardogotico inserito in un’ancona barocca.


da non perdere

Da visitare un antichissimo bosco di larici in Val Comasine, per una giornata a contatto con la natura sui sentieri di montagna. “L’antico bosco di larice” è un bosco composto da 130 larici che raggiungono ed in alcuni casi superano i 600 anni d’età. Il sentiero, lungo 4,3 chilometri, si snoda con partenza e ritorno dalla località Camp a 2.120 metri ed occupa 9 ettari di territorio. Ci si inoltra poco alla volta in un mondo vecchio di secoli (i più “anziani” sono nati nel 1350 circa) con larici riconoscibili per dimensioni (sono più grandi) e di colore scuro, in un luogo in cui le glaciazioni hanno modellato la valle e formato un “ghiacciaio di pietra” con il miscuglio di ghiacci e detriti, con un lento innesco delle piante, licheni, mirtilli e solamente in seguito il bosco.


Informazioni

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peio@valdisole.net 

Consorzio Turistico Pejo 3000
Tel. +39 0463 754345 - Fax +39 0463 754455
info@visitvaldipejo.it - www.visitvaldipejo.it


*  Pianta del paese
*  Sito internet del comune



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