Magras e Arnago
Altezza: Magras 763 s.l.m. / m.a.s.l. / m ü.d.M., Arnago 825 m
Abitanti: Magras 249, Arnago 132
Comune: Malé   Frazioni: Bolentina e Montes - Magras e Arnago
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Risalendo il corso del Rabbiés, prima di entrare nel comune di Rabbi, si trovano le due frazioni di Malé di Magras e Arnago. Insediamenti assai antichi (entrambi i toponimi si rifanno a personali preromani), hanno anch’essi una spiccata vocazione alla frutticoltura e all’allevamento.

Storia

I documenti trecenteschi ricordano i villaggi di Magras (toponimo prelatino) e di Dernach-Arnago (toponimo romano). Nella prima metà del XV secolo Arnago appare come villa autonoma, con una propria Regola, mentre già nel Cinquecento forma un’unica comunità con Magras (Carta di Regola del 1653). Al tempo del regno italico le due frazioni furono aggregate a Malé; l’unione definitiva risale al 1928. Inizialmente dipendente dalla chiesa pievana di Malé, Magras fu elevata a curazia nel 1748, da cui dipendeva la cappella di Arnago, eretta nel 1628.


Arte

L’attuale chiesa di Magras, dedicata ai Santi Marco ed Egidio, fu ricostruita dalle maestranze lombarde di Adamo da Laino d’Intelvi tra il 1495 e il 1498. Le murature conservano tracce architettoniche e pittoriche dell’antico edificio romanico. Splendido è il campanile con due ordini di bifore e segni di precedenti aperture e la cuspide piramidale in pietra. In facciata s’apre un portale tardorinascimentale e si notano frammenti d’affresco, tra cui un San Cristoforo. L’unica navata è coperta da volta costolonata. Interessanti i due altari laterali intagliati in legno e con due pale seicentesche; quella sinistra è stata attribuita a Francesco Frigimelica il Vecchio. Suggestiva è anche la cappella di San Romedio di Arnago contenente un unico altare intagliato in legno risalente al XVII secolo.


Da non perdere

Nei pressi del paese, sulla strada per Malé, si trova la suggestiva località del Pondasio; un nucleo di case costruite attorno ad un ponticello di pietra che attraversa il Rabbies e che la tradizione fa risalire all’età romana. La località ha sempre ospitato mulini e fucine; tre “molendini in ponte asi” sono citati in un documento del 1387. Un bel dipinto di Gio Batta Ferrari (1829-1906) documenta l’area del Pondasio negli anni ottanta dell’Ottocento, prima della costruzione di nuovi ponti e strade.
Nell’aprile del 1848 la località fu teatro dello scontro tra i volontari dei corpi franchi provenienti dalla Lombardia e le truppe austriache.

In località Pondasio, durante la stagione estiva merita una visita la Fucina Marinelli, uno dei pochi esempi di fucina idraulica ancora funzionante rimasti intatti nell’arco alpino. Essa fu acquistata dalla famiglia Marinelli nel 1880, ma la sua costruzione risale ad almeno due secoli addietro.


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